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Come fanno le cartomanti a leggere i tarocchi?

Come fanno le cartomanti a leggere i tarocchi?

Sin dall’ antichità l’uomo è stato affascinato dalle Arti Divinatorie ed ha sempre cercato di apprendere un modo per conoscere la propria sorte.
Già da secoli prima della venuta di Cristo ci si rivolgeva al Sacerdote, al Mago, al Vate, i quali attraverso riti, premunizioni, oppure pratiche come la lettura di viscere degli animali, la lettura dei sassi, il volo degli uccelli o addirittura lo spostamento delle nuvole, davano indicazioni su ciò che non ci sarebbe mai potuto sapere, sugli eventi piu oscuri che potessero presentarsi al cospetto degli occhi umani, il Destino.

Anticamente persino un Monarca, in un momento di profonda crisi, quale potesse essere una guerra oppure un’epidemia, affidava la sorte del suo regno al Presagio di un Indovino, che gli sapesse indicare la giusta strada da percorrere.

Conoscere il proprio destino è stato sempre uno dei maggiori desideri dell’ uomo, vuoi per la paura dell’ignoto, vuoi perchè così sarebbe stato preparato a qualsiasi evenienza, persino alla tanto temuta morte.
L’ arte magica di scoprire il futuro, di dare una lettura agli avvenimenti dell’ essere umano, ha messo radici nel passato ed ancora oggi viene praticata.

Il metodo usato dai tarocchi

Certo alcune pratiche sono ormai sepolte nei libri di storia o nella memoria dell’uomo, ma altre come la Cartomanzia, la Chiromanzia, l’ Astrologia, sono ancora esercitate.
E’ pur vero che ad ogni nostra azione corrisponde una reazione e quindi il nostro futuro è sempre il risultato di scelte impostate nel passato e quindi siamo noi gli artefici del nostro futuro.
Prendiamo in esame una delle pratiche molto diffuse oggi la Cartomanzia, cioè quell’ arte divinatoria che attraverso lo studio e la lettura delle carte, i Tarocchi, consente ad alcune persone, non tutti ne hanno il dono, d’ interpretare il passato il presente ed il futuro.

Sbagliato è credere che attraverso la lettura dei tarocchi si possa cambiare il corso del destino, essi potranno solo essere uno strumento per capire il presente vedere il futuro ed ascoltare le voci che sono nel nostro inconscio.
Come accennato sopra, non tutti hanno la facoltà di possedere la chiave di lettura dei simboli rappresentati sui Tarocchi, infatti le persone che hanno tali doti devono possedere una sensibilità particolare affidata loro alla nascita o affinata nel tempo con lo studio e la meditazione.

I tarocchi rappresentano uno strumento molto valido per meditare, chi li interpreta deve prima di tutto aprire la mente su se stesso e riuscire a vedere col terzo occhio.
Un consulto da un cartomante richiede tempo, mai rivolgersi a chi lo fa per gioco, chi usa i Tarocchi deve avere una certa dimistichezza con i simboli altrimenti rischierebbe di profetizzare degli eventi che potrebbero turbare

Rivolgersi ad un cartomante per soddisfare il desiderio di conoscere il proprio futuro aiuta, è risaputo che le carte non mentono mai, esse sanno, non escono mai per caso perchè sono lo specchio di una realtà già scritta, ma sempre modificabile, esse indicano il nostro futuro ma non lo determinano, abbiamo sempre noi l’ultima parola in una decisione da prendere. Bisogna fidarsi delle carte uscite dal mazzo di un cartomante, perchè esse sono uscite per mano nostra, sono per noi, e la persona che le sta leggendo sa bene il messaggio che esse nascondono, perchè nel tempo con la pratica ha avuto modo di imparare a decodificare i significati psicologici, materiali e cabalistici che mostrano.

Infine Il cartomante ha il compito di capire quale sia il significato giusto da rivelare alla persona che si è rivolta a lui per il consulto, lo fa aiutandosi oltre che con la capacità acquisita con la pratica anche con la dote di instaurare una certa intesa con chi ha di fronte, attraveso il dialogo e la conoscenza di aspetti della sua vita.

Le cartomanti al telefono possono anche farti oroscopi personalizzati

Le cartomanti al telefono possono anche farti oroscopi personalizzati

Il futuro è uno dei nostri più grandi pensieri, spesso ci chiediamo se avremo tutto quello che desideriamo e se i nostri sogni si avvereranno, nulla di meglio che un’oroscopo personalizzato per comprendere cosa ci riserva la vita.
Le cartomanti possono tramite il telefono farti un oroscopo personalizzato.

Ti serve solamente prendere il telefono, chiamare e dare alle cartomanti alcune notizie su di te, sicuramente le servirà la tua data di nascita e l’orario preciso che è molto importante per conoscere il tuo ascendente, anch’esso parte integrante di un oroscopo.
Lavoro, amore e salute sono le tre principali preoccupazioni di ognuno di noi. Sapere se la persona amata resterà al tuo fianco o se non c’è ancora prevedere il suo arrivo è la domanda che tutti facciamo alle cartomanti, vero che loro tramite la lettura delle carte possono anche vedere il nostro futuro, ma gli oroscopi personalizzati sono davvero una cosa strettamente personale perché legati alla propria data di nascita.

Come vengono realizzati gli oroscopi personalizzati al telefono?

Vediamo insieme come vengono realizzati gli oroscopi personalizzati, perché sono frutto di uno studio attendibile e sicuramente non campato in aria come molti pensano. Oltre alla normale attenzione al segno zodiacale e di conseguenza anche a quella della posizione delle stelle al momento della lettura, si studia anche la data di nascita della persona che richiede gli oroscopi personalizzati, tramite il giorno e l’ora si trova l’ascedente, che è un ulteriore segno zodiacale che contraddistingue i lati del carattere della persona.

Gli ascendenti sono un tratto molto importante dello studio delle stelle, per il futuro si devono avere delle solide basi, per studiarlo in pochi minuti le cartomanti a basso costo al telefono chiedono proprio i dati per individuarlo e far nascere così un perfetto scorcio sul proprio futuro.

Un oroscopo può al massimo durare un anno, sono previsioni che vanno dal giornaliero sino all’annulae, ma quelle più precise sono quelle a lungo termine, se non riesci ad uscire dalla situazione attuale e cerchi qualcosa che ti dia mezza speranza è sicuramente grazie all’oroscopo personalizzato puoi avere un conforto ed una dritta su come comportarti.

Rispetto ad altri metodi per conoscere il futuro gli oroscopi personalizzati danno maggiore certezza perché partono da una base molto solida che è lo studio della posizione delle stelle nel cielo.
L’astrologia è una scienza molto difficile e le persone che lo studiano sono degne del massimo rispetto proprio per il lavoro difficile che svolgono.

In sunto, ma senza pensare che la cosa sia facile come si spiega, le cartomanti per effettuare l’oroscopo personalizzato studiano la posizione delle stelle rispetto agli astri e così possono dire con certezza se l’amore il lavoro e la salute avranno un’evoluzione positiva o negativa. Alle stelle si possono fare anche delle domande, si possono chiedere soluzioni a problemi sempre facendo attenzione che si deve riportare alla propria esperienza di vita quello che viene detto.

Sicuramente non sono dei dettami precisi, se le stelle dicono che si avrà la possibilità di trovare il grande amore non si ha però una data, un luogo e tanto altro.
Per ottenere qualcosa di buono dall’oroscopo si devono seguire le cose che la cartomante dice ma continuando a vivere la propria vita.

Il primo dei dettami infatti è quello di chiedere consulto ma non farlo diventare un’ossessione, gli oroscopi personalizzati sono un grande aiuto per sollevare lo spirito, per comprendere come ci si deve comportare e sapere quali saranno gli scherzi che le stelle hanno in serbo per noi. Prendiamo gli oroscopi personalizzati e facciamone un grande aiuto per la nostra vita, per avere la possibilità di vivere serenamente grazie però allo studio di cartomanti professioniste che sanno studiare bene tutto quello che è l’astrologia.

L’ideatore dei tarocchi

L’ideatore dei tarocchi

Il Vecchio Occultista osservò le ramificazioni triangolari dell’Albero della Cabala e le completò aggiungendovi tre radici ascendenti rivolte verso l’Ineffabile Nulla, poi rimase a meditare a lungo sull’energia sprigionata dai Numeri. Respirava lentamente, senza più sentire il corpo, come se fosse già fuori dall’affaticato peso della carne. La sensazione di leggerezza si trasferiva dalla mente, attraverso i muscoli e i nervi, a tutte le particelle. Il benessere aumentava lentamente, fino alla conquista di un’atarassia eterea, patrimonio degli dei antichi.

Quei Numeri, come un’onda rinfrescante, lo stavano bagnando e cullando. L’onda temporale lo riportava a ripercorrere le tappe della sua vita, fino a sentirsi feto nel ventre di sua madre.

Tornò alla realtà a fatica. Mise insieme i granelli delle proprie fibre, per ritrovarsi seduto dinanzi al grande tavolo fratino cosparso di penne d’oca, inchiostro, appunti e calcoli cabalistici. Le campane stavano annunciando il Vespro.

Tarocchi e la cartomanzia

Aveva terminato da poco il suo trattato sui Numeri. Prese tra le mani il manoscritto, come se si trattasse di un reperto archeologico raro e di inestimabile valore. Poi lo strinse forte al petto visibilmente emozionato, come avrebbe fatto con un figlio ritrovato, scomparso in circostanze misteriose e dato da tutti per morto.

Su quei fogli di pergamena l’essenza della vita era stata tracciata e diluita, condensata in un rivo d’inchiostro nero. Adesso finalmente tutto era chiaro. La luce della cabala faceva risplendere d’oro l’incunabolo che abbagliava la vista. La mente, ritemprata e rinvigorita, era uscita dalla lunga ignoranza. Il Silenzio aveva parlato. Per la prima volta ne aveva ascoltato la Voce.

Figlio di un ricco mercante di Lyon che acquistava dagli Arabi le preziose spezie orientali, indispensabili per dare sapore ai cibi e conservare le carni, il Vecchio Occultista non aveva ereditato lo spiccato senso degli affari del padre, quanto piuttosto la tenace volontà di esplorare nuovi orizzonti.

Viaggiando spesso da ragazzo col genitore ebreo, aveva imparato molte cose, tra cui i fondamenti della cabala giudaica, densa di mistica e di filosofia, poi aveva cominciato a frequentare maestri e discepoli di ogni nazione e aveva appreso il latino dei dotti, dibattuto questioni importanti.

Poi, contro la tradizione che lo vietava, aveva cominciato a sondare l’Ineffabile, con grande coraggio e spirito d’autonomia: dalla cabala era risalito all’analisi numerica dei Pitagorici e contemporaneamente aveva approfondito altre filosofie e conosciuto altre religioni, senza mai arrestarsi in nessuna.

Tale indipendenza culturale, sempre manifestata apertamente, gli era valsa l’ostilità del suo gruppo.

Il suo anticonformismo e la sua autonomia di pensiero lo avevano reso sospetto in varie città, dove si era fermato per vivere e che puntualmente aveva dovuto lasciare per non incorrere nel marchio dell’eresia e finire sotto processo in qualche tribunale ecclesiastico della nascente Santa Inquisizione. Sfuggito a molte persecuzioni, aveva pensato di essere bene accetto all’interno di quella nutrita e consolidata comunità di eretici che avevano fatto di Albi e Béziers la loro patria preferita.

Il Vecchio Occultista non era sfuggito alle suggestioni eretiche, ne aveva subito il fascino e l’influenza ed aveva conosciuto ‘convertiti’ che conducevano una vita totalmente diversa e divulgavano con fervore le nuove idee.

Aveva parlato molto con queste persone, condiviso certi ideali e i progetti di rigenerazione della corrotta società del tempo, ma sempre, di fronte al fanatismo e al rigore morale delle sette ereticali, aveva mantenuto una posizione critica ed indipendente, sostenendo che il Diavolo ama nascondersi dove meno ci si aspetta di trovarlo.

Per temperamento e voglia di sperimentare, da giovane l’Occultista aveva condotto una vita libertina che gli era valsa l’espulsione da diverse comunità e l’anatema dei santi uomini che vedevano in lui un’incarnazione di Satana.

Abile dissimulatore della propria ideologia, era riuscito a farsi ben accogliere dagli Albigesi grazie ad un libello contro il Papa che gli era costato una scomunica e che costituiva un poco il suo biglietto da visita e il suo lasciapassare.

Faceva la spola tra Albì, Lyon e Bèziers, perché il ‘triangolo eretico’, così fitto di misticismo e di stimoli spirituali, gli offriva un terreno fertile di studio. Negli ultimi anni si era definitivamente sistemato nella città di Bèziers dove il fenomeno degli indemoniati e degli invasati aveva assunto proporzioni allarmanti e dove era conosciuto per liberare, con l’imposizione delle mani, i posseduti dal Demonio, che riusciva a guarire grazie ai suoi ‘fluidi’.

Ciò che più lo affascinava negli Albigesi era la loro cosmogonia, secondo cui il mondo materiale era completamente opera di Satana, nel nome del quale ogni aspetto della vita mondana era condannato.

Legato negli ultimi anni alla sua città di Bèziers, per nulla al mondo si sarebbe separato da lei, dai cerchi magici, dai filtri miracolosi, dai rituali purificatori.

Non che la fiorente città fosse estranea a quello spirito d’intolleranza e fanatismo, che animava e corrompeva nel medesimo modo tutte le comunità religiose.

Solamente in virtù di una particolare contingenza politica, Bezièrs, insieme ad Albì, la candida città che non conosceva la macchia del peccato, era diventata il baluardo vivente della così detta eresia ed aveva finito per difendere ed abbracciare la causa di tutti coloro che, per una ragione o per l’altra, erano entrati in disaccordo con la Santa Romana Chiesa.

Il Vecchio Occultista, godendo di una relativa indipendenza e protezione, aveva potuto portare a termine la sua ‘ricerca’ contornato dall’affetto cordiale e dalla stima di alcuni intelligenti e audaci giovani collaboratori, con i quali si riuniva periodicamente.

Ora stava stringendo il frutto dei suoi lunghi e faticosi studi con l’atroce presentimento che il fragile manoscritto sarebbe caduto in mani nemiche.

Potenti ed ostili forze astrali si stavano coalizzando contro Bèziers e non per molto tempo ancora avrebbe potuto ammirare la creatura del suo intelletto capace.

Aveva visto già altre volte ardere il fuoco dei roghi purificatori e nelle faville aveva intravisto i frammenti della verità disperdersi, per ritornare all’indistinto, al grande Caos da cui tutto era emanato.

Era affranto dall’idea della distruzione della sua opera tanto amata, per mano di un’orda di intolleranti incapaci di confrontarsi con idee differenti da quelle che pretendevano d’imporre con la violenza arbitraria, giustificata in nome di sacri principi e di precise leggi divine.

Si sentiva isolato, impossibilitato a difendere il proprio pensiero, preso entro una cerchia di mura merlate che non avrebbero saputo resistere a lungo ad un assalto bene organizzato, guidato dalle forze più conservatrici della Chiesa di Roma.

Avvertiva anche, sempre più chiaramente, il peso della stanchezza accumulata nelle ultime notti, passate nella stesura del suo testo e, con una certa ansia, stava cercando una soluzione per garantire una forma d’immortalità alla sua opera: parto infelice della sua mente, già destinato alla consunzione della morte fin dal primo giorno della sua nascita.

Malgrado l’euforia della realizzazione e la profonda soddisfazione intellettuale, non riusciva a gustare pienamente di quel momento. Nella sua condizione di ‘veggente’, vedeva quello che il futuro avrebbe, di lì a poco, prodotto: la crociata contro gli Albigesi.

Il suo potere però non lo inorgogliva, ma lo rendeva fragile, come il filo d’erba piegato dal vento. Gli eventi lo incalzavano. Doveva trovare una soluzione che almeno garantisse una certa integrità al suo messaggio, affinché altri potessero raccoglierlo.

Percepiva lo scorrere del tempo sotterrato dai granelli della clessidra: sabbia del deserto, portata da qualche carovana araba, che lui aveva preservato, come ricordo di famiglia, probabilmente finita nelle mani di qualche intraprendente mercante ebreo, tre lustri prima.

Quella antica clessidra araba aveva accompagnato il peregrinare dell’Occultista e ad essa era unita la benedizione del padre, che aveva visto a malincuore partire suo figlio anzitempo, preda dell’orgoglio e delle frenesia della conoscenza.

I Numeri del suo Trattato lo rendevano più vivo, ne placavano l’inquietudine, gli davano un certo benestare interiore, ma uno sguardo alla vita disseminata nei granelli di sabbia gli rammentava la propria precarietà e, come un beduino lontano dall’oasi, si vedeva inseguire il miraggio della vita immortale.

Malgrado la sabbia finissima cadesse lentamente e a tratti paresse levitare in quello spazio angusto e lo scorrere delle ore desse l’impressione di congelarsi e sottomettersi a quel ritmo lieve e soave, quasi vellutato e impercettibile; l’Occultista sapeva che doveva sottrarsi al suadente miraggio creato dalla clessidra, che nascondeva l’avaro e tiranno Signore del Tempo, impietoso dilapidatore di progetti e speranze.

Era pressato da un ingranaggio infernale, oscuro, talora impalpabile, talora manifesto e per salvare dalla distruzione il suo manoscritto ipotizzava diversi stratagemmi, che poco dopo gli apparivano inconsistenti e ridicoli, senza alcuna possibilità di riuscita.

Tornò a riflettere sulla schema dell’Albero della Cabala che aveva da poco finito di tracciare, come per trarne un suggerimento, un’ispirazione. E meditando sulla natura dei Numeri, si lasciò vincere dalla stanchezza e cominciò a dormire profondamente.

Quella notte, la sua mente, completamente liberata da ogni condizionamento fisico, prese a viaggiare in un’altra dimensione, a percorrere tutte le possibili ramificazioni dell’Albero. Entrò da protagonista in una dimensione onirica molto differente da quella a cui era normalmente abituato.

Tutto aveva la caratteristica del sogno; gli ingredienti della sua ricerca stavano mescolandosi con alcuni episodi emblematici della sua vita, ma i colori, molto più reali di quelli dell’iride, vibravano d’intensa energia.

I fiori parevano vivi, gli alberi creature. Il muschio che ricopriva le pietre sorrideva e respirava insieme alla terra. E sovrano regnava un silenzio quieto, nitido, per nulla oscuro e minaccioso, che amplificava un’atmosfera serena, che rammentava antichi ricordi paradisiaci e rendeva più incomprensibile il tumulto dell’ordinaria quotidianità.

A tratti varie Voci percorrevano l’aria senza produrre vibrazione alcuna, al punto che sembravano nascere dal di dentro della coscienza. Voci che non incrinavano il Silenzio, ma lo rendevano più intelligibile.

Vide sfilare poi, come in un girotondo magico,i personaggi che riassumevano i ruoli più importanti della vita politica e sociale del suo tempo: il Gerofante infallibile, che amministra il divino nella coscienza dei fedeli e reprime il peccato dei trasgressori; l’Imperatore, cultore dell’alchimia, teso ad estendere il suo dominio sul Regno della Materia; l’Eremita filosofo che con la sua lanterna si fa luce entro le tenebre dell’ignoranza e vive come un girovago alla ricerca di un paese innocente; il Folle che percorre il Mondo scandalizzando i benpensanti con il suo comportamento eccentrico; la Donzella che con la sua forza interiore riesce a domare la ferocia del Leone; l’Innamorato, egualmente diviso ed affascinato dall’Amor Sacro e dall’Amor Profano; la Falce dell’invisibile Morte, che miete nel medesimo tempo vittime illustri e sconosciute; la Vestale della Conoscenza, custodita in un Tempio nascosto e ben vigilato; Temi, colei che amministra la Giustizia congiuntamente alle fedeli gazze; l’Appeso, vittima innocente del meccanismo repressivo, che accetta il supplizio e si sacrifica in nome di ideali superiori.

Conobbe potenti forze astrali: l’Imperatrice del Cielo, venuta sulla Terra per dare alla luce il Figlio delle Stelle; Hermes, messaggero degli Dei, alla guida del Carro del Sole; il Diavolo, che schiavizza gli umani attraverso gli appetiti sessuali; l’Alchimista che travasa dalla sua brocca un’energia vitale e inesauribile; la Sfinge, che governa la Ruota e conosce i destini di ogni creatura vivente.

Visitò le dimensioni del visibile e dell’invisibile: la Torre degli Alchimisti, la Città delle Stelle, la Città della Luna, la Città del Sole. Anticipò i segni premonitori dell’Apocalisse e la nascita di un Mondo completamente nuovo.

E in questo gioco onirico si immedesimò nella persona del Mago, maestro nella prestidigitazione, che nelle pubbliche piazze incanta i curiosi con i prodigi della sua arte. E il sogno non pareva mai avere fine. E a quelle creature oniriche, il Vecchio Occultista dette il nome di TAROCULI, perché attraverso i loro ‘occhi’ aveva potuto vedere lo sconosciuto mondo del dio Taro.

Il Vecchio Occultista aveva viaggiato, perso la dimensione dello spazio e del tempo.

Aveva ascoltato le Voci che popolavano il Mondo di Taro.
Aveva infranto il Silenzio e questo contava più di ogni altra cosa, perché aveva avuto l’opportunità, unica ed irrepetibile di vedere la realtà nella sua purezza originaria, senza veli, maschere, senza misteri.

Aprì le palpebre a fatica e molto lentamente. Il corpo era leggero. Percepiva il proprio respiro pacato, e qualche rumore ancora indistinto, lontano, ovattato.

Tutto che era intorno pareva tornare a nuova vita come dopo un lungo letargo, come se ad assopirsi, insieme al Vecchio Occultista, fosse stato l’intero arredo del suo scrittoio, e gli incunaboli, i fogli sparsi di pergamena, gli inchiostri e le penne d’oca.

Il primo oggetto che mise a fuoco distintamente fu l’antica clessidra araba. L’ampolla di vetro inferiore era colma di sabbia, la superiore era vuota.

La fedele compagna che scandiva il tempo sembrava essere caduta anche lei nell’inerzia, avvolta in quell’atmosfera di sogno che si era appropriata dell’essenza stessa delle cose.

Era il segnale tangibile che un giorno era trascorso e il Vecchio Occultista lo recepì distintamente, tornando a sentire il peso degli anni e l’incalzare degli eventi.

Non rimpianse però le ore passate. Senza quel viaggio e quelle visioni probabilmente non avrebbe attinto quella, a dir poco, straordinaria intuizione.

Impresse nitidamente nella sua memoria erano ancora le Voci dei Tarocchi. Cominciò a disegnare col lapis la Rota così come l’aveva vista, quasi per interrogare il destino sulle sorti di Bèziers.

Gli era balenata come un lampo l’idea di fissare i momenti più importanti del suo sogno, attraverso una specie di racconto figurato dei vari Arcani che da poco aveva finito di percorrere.

Il risultato era un’iniziazione ed una purificazione, nel medesimo tempo, della natura corrotta dell’uomo, per uscire dalle tenebre e ritrovar le stelle.

Sul momento il risultato grafico gli parve deludente, perché personalmente non possedeva le qualità artistiche di cui il progetto abbisognava.

Poi si rammentò di quel giovane ebreo di Toledo, pittore di talento, che era suo estimatore, discepolo ed amico, mente aperta con il quale era facile dialogare ed intendersi.

Il Vecchio Occultista, restio a condividere certi segreti, ebbe la consapevolezza che da solo non avrebbe salvato nulla del suo prezioso manoscritto.

Osservò le rughe della propria mano un poco malferma e sulle proprie fibre contò i giorni che gli restavano da vivere, poi osservò attraverso la grande finestra le mura della città e dalle crepe dei mattoni misurò la solidità e la resistenza della fortificazione urbana e contò le lune che ancora avrebbero illuminato le ultime notti degli Albigesi. Anche la città di Bèziers, come il suo corpo, era prossima all’estinzione. Là il destino di Occultista l’aveva chiamato e la Ruota indicava un comune tramonto nel medesimo giorno. – Vedi figliolo, apparentemente é un volgare mazzo di carte da gioco, che può servire come passatempo innocuo, o essere usato da un abile illusionista che, con i suoi trucchi ben dissimulati, guadagna la buona fede degli sciocchi e intasca qualche moneta per la sua borsa.

Il villano, il baro, l’incallito giocatore, in qualsiasi tipo di icona non riusciranno a vedere niente di più che un mazzo di carte per sfidare la sorte e tentare la fortuna.

I moralisti, i religiosi, i pii vi scorgeranno lo spiraglio del vizio, l’impronta del Male, la presenza nascosta del Diavolo e si faranno il segno della croce, per tenersi lontani, il più a lungo possibile, dalla tentazione peccaminosa del gioco.

In realtà figliolo questa bozza elementare ed approssimativa di carte, che tu saprai, se vorrai, migliorare e vivificare, grazie alle tue doti naturali di artista, illustra un insieme di concetti filosofici condensati in immagini, in simboli, che solamente la persona colta, curiosa e sensibile é in grado di apprezzare, di approfondire e meditare.

Ogni icona ha un preciso significato e contiene un particolare messaggio che si presta ad essere letto da angolature differenti.

E’ l’indeterminato che conferisce fascino alla icona, ne accentua l’interesse, stimola l’analisi, agisce come la calamita, attirando l’attenzione ed aprendo la discussione.

L’inconveniente di un Libro sta nell’essere già definito e detto una volta per tutte, per cui, il più delle volte é letto e proposto in maniera dogmatica e si presta ad essere lo strumento del potere di coloro che lo interpretano da un lato, posti di fronte a coloro che si limitano ad ascoltarlo passivamente dall’altro.

E’ il caso del Vangelo che viene monopolizzato da una istituzione che nulla ha a che fare con l’originario spirito pauperistico e comunitario degli Apostoli di Gesù.

E poi sappiamo bene che un Libro, essendo strumento di persuasione, si presta ad essere riprodotto solo in alcune parti. Può essere censurato in vari modi, alterato nelle sue parti più importanti e mutare totalmente nella sua natura ed infine può essere bruciato congiuntamente con il suo Autore; se é il caso di inscenare un grande spettacolo per le folle, che si lasciano sempre impressionare dal fuoco.

L’immagine di questi Tarocchi, apparentemente muta, é più versatile e loquace di quella di un Libro.

Quasi sicuramente il credo dei Catari, che si concentra in questa città, sarà estirpato con la forza. La comunità intera sarà sterminata, affinché la piaga eretica non si propaghi.

Queste carte invece sopravvivranno e conserveranno intatto tutto lo spirito polemico degli eretici, dissimulato entro suggestioni cabalistiche, influssi astrali.

Nel corso dei tempi queste effigi saranno immortali come le Piramidi Egizie e avranno accumulato un’energia praticamente inesauribile.

Su questi Tarocchi si condenseranno le forze mentali di tutte quelle persone che li studieranno, li maneggeranno, li useranno per conoscere le proprie e le altrui sorti e vi proietteranno le proprie aspettative psicologiche, le paure e le speranze.

Il mistico si mescolerà all’agnostico. Lo scettico alimenterà lo spirito esoterico. Tutti rafforzeranno il mistero che ho voluto con tanta determinazione velare.

Gli Arcani sono creature vive, parlanti. Solo il Saggio, in possesso delle quattro virtù ermetiche fondamentali, sa come farli parlare e sa ascoltare la loro Voce. –

E il Vecchio Occultista affidò al giovane amico e discepolo, entro un cofanetto di legno di legno scolpito a mano, il frutto della sua ricerca cabalistica perché realizzasse nella sua città natale, Toledo, al riparo da ogni immediata persecuzione, quei Tarocchi che una persona senza talento artistico non avrebbe mai saputo dipingere.

La storia dei tarocchi arcani maggiori e minori

La storia dei tarocchi arcani maggiori e minori

La storia dei tarocchi parte da lontano, a partire dalla fine del XIII secolo, quando se ne trovarono delle tracce in diversi documenti. Si ritiene però che la loro origine sia molto più antica e risale alla terra dei misteri: l’Egitto.

Oggi, i tarocchi vengono utilizzati dalle cartomanti per fare consulti personalizzati, soprattutto di persona e al telefono. 

Una lettura a basso costo ormai costa davvero poco. In passato, invece, la cartomanzia e i tarocchi erano un lusso riservato a pochissime persone.

Da dove provengono i tarocchi?

Anche se non c’è uno scritto certo sull’inizio della storia dei tarocchi, si presume siano stati i Mamelucchi egizi (soldati del califfato) a importare i loro tarocchi in Europa.

Queste carte non erano molto dissimili da quelle usate oggi e avevano come semi i denari, i bastoni da polo, le coppe e le spade. Vi ricordano le carte napoletane vero?

In effetti questa tipologia di semi è stata ampiamente utilizzata in Italia, in Spagna e in Portogallo.
Ed è proprio in Italia che si ha un riscontro dei primi tarocchi, nel 1442, alla corte di Ferrara. Qui Leonello d’Este commissionò una decorazione di un mazzo di carte al pittore Jacopo da Sagramoro. Nello stesso registro, qualche anno dopo, si fa riferimento a un mazzo di carte economico, segno che la diffusione di questo prodotto era ampia e diffusa.

E solo grazie alla famiglia Visconti che è possibile ereditare una prova tangibile della loro esistenza, con un mazzo decorato da Bonifacio Bembo e con l’affresco “Il gioco dei tarocchi” del Palazzo Borromeo di Milano, risalente alla fine del 1440.

Dalle corti di Ferrara, Milano e Bologna, il gioco delle carte si diffuse in tutta Italia e in Europa con le proprie varianti e peculiarità.

Dal gioco ai tarocchi

Inizialmente usate come carte da gioco, in diversi documenti infatti sono state ritrovate diverse regole del gioco ma l’utilizzo dei tarocchi come arte divinatoria ed esoterica è accennato nell’opera “Il caos del tri per uno” di Merlin Cocai dove il carattere di un personaggio viene descritto sulla base di una carta da tarocchi.

Certo è che le illustrazioni dei tarocchi e i loro personaggi risultavano talmente allegoriche da essere usate per sonate, poesiole, frasi e motti durante le feste a corte.

Proprio queste interpretazioni e giochi verbali posero le basi per la vera e propria storia dei tarocchi.
Si dovrà aspettare il XVII secolo per vedere i tarocchi usati come strumenti per la cartomanzia nella città di Bologna e, un secolo più tardi, con una nota occulta al fenomeno.

Furono in particolare Antoine Court de Gébeline e Etteilla a pubblicare degli scritti molto interessanti in cui asserivano la parentela dei tarocchi con i Libri di Thot, scritti che raccoglievano importanti predizioni future, che erano stati codificati con appositi simboli dai sacerdoti egizi, con il fine di tramandarli alle generazioni future senza temerne la distruzione.

I tarocchi storici

Sono diversi i tarocchi che hanno scritto la storia.

I primi in ordine storico sono i Tarocchi del Mantegna, del XV secolo, divisi in due serie illustrate da due diversi artisti e dall’utilità ancora incerta dato che, pur avendo 5 gruppi di simboli, mancano completamente i semi e i soggetti principali.

I tarocchi di Marsiglia non hanno una data precisa, si presume siano nati in Lombardia e diffusi in Francia. La simbologia è infatti latina e i semi molto simili a quelli delle carte italiane del tempo.
La forma attualmente usata dei tarocchi deriva dai Trionfi marsigliesi e solamente nell’Ottocento si è assistito ad una vera e propria scuola dei tarocchi, con vivo interesse anche da parte di molti artisti italiani e non.

In epoca contemporanea è opportuno sottolineare come personaggi di spessore come Dario Fo si siano dedicati all’interpretazione e alla simbologia dei tarocchi, realizzando nuovi mazzi personalizzati, segno che i tarocchi non sono giochi da bambini ma che molto vi è nascosto al loro interno.

L’uso dei tarocchi e della cartomanzia nell’antichità

L’uso dei tarocchi e della cartomanzia nell’antichità

Tarocchi e cartomanzia hanno delle origini talmente remote da fondersi e formarsi di pari passo insieme alle più antiche culture umane.

Anche se i tarocchi che noi conosciamo oggi, quasi certamente affondano le loro radici nel periodo medievale, e si sono conservati immutati nei secoli, esistono numerose teorie che li fanno risalire a periodi storici molto più remoti.

L’avvento di internet e della telefonia mobile ha modificato radicalmente il settore della cartomanzia e, in particolare, quello dei consulti telefonici. La cartomanzia telefonica moderna infatti è basata su numeri a valore aggiunto in grado di mettere in comunicazione i consultanti con le cartomanti professioniste, in tempi brevi e a costi davvero bassi.

La cartomanzia con carte egizie

Secondo alcuni attendibili studi, ad esempio, l’uso dei tarocchi e della cartomanzia risalirebbe al XXII secolo a.C in Egitto, e le carte sarebbero direttamente derivanti dal libro di Thoth e più precisamente dai geroglifici contenuti al suo interno, che rappresentavano un mix di conoscenza e credenze religiose, inizialmente interpretabili esclusivamente dai sommi sacerdoti che sapevano leggere nel modo corretto questo alfabeto geroglifico intriso dai diversi elementi culturali e religiosi.

Se, però, si cerca di andare per analogie, i tarocchi presentano moltissime similitudini con I Ching, il libro risalente a oltre tremila anni fa che custodisce gelosamente l’antica saggezza cinese e che si avvale dell’estrazione di 64 esagrammi come strumento di divinazione. Dal momento che le carte da gioco così come la semplice carta e la sua stampa sono invenzioni assolutamente cinesi, questo accredita ancora di più l’ipotesi che l’uso dei tarocchi abbia avuto origine in Cina, analogamente all’arte divinatoria dell’estrazione degli esagrammi.

Secondo altri studi, i tarocchi videro la luce nel XV secolo d.C nel nord Italia, per esattezza alla corte del duca di Milano, Visconti. Lo attesterebbero numerosi documenti di corte e il ritrovamento di carte con i tipici semi prettamente italiani: spade, bastoni, denari, coppe.

Da Cicerone agli antropologi attuali, passando per gli scettici, numerosissimi studiosi hanno provato a risalire alle origini reali della cartomanzia e dell’uso dei tarocchi, dedicando alla ricerca enormi risorse in termini di tempo e di studio.

Divinazione e pratiche divinatorie sembrerebbero avere origine, quindi, dalla notte dei tempi. La divinazione esiste, infatti, in svariate forme e con diversissimi rituali, in tutto il mondo e in tutte le culture.

Astrologia e astronomia

La pratica divinatoria più radicata in ogni paese del nostro pianeta è senza alcun dubbio l’astrologia, a cui sono collegate pratiche divinatorie minori, più che altro legate ad una sorta di localizzazione geografica, come l’epatoscopia, cioè il culto del fegato degli animali, o quello delle foglie del the, o la grafologia, nata come pratica divinatoria, conosciuta appunto come grafomanzia, e successivamente riconosciuta dalla comunità scientifica come studio della scrittura che risulta essere una vera e propria scienza a tutti gli effetti.

Subito dopo l’astrologia, la pratica divinatoria più diffusa e conosciuta a livello planetario risulta essere la cartomanzia, ossia la predizione di eventi futuri tramite la consultazione e successiva lettura di carte figurate, effettuata a cura di un esperto della materia.

L’occultista Eliphas Levi, vissuto nel XIX secolo, pose l’accento sulla cartomanzia e sui tarocchi, sdoganandoli dallo status di semplice gioco o passatempo, ma individuando in essi un profondo e nascosto simbolismo. Grazie ai suoi studi, Lèvi divenne presto il punto di riferimento per gli esoteristi di tutto il mondo. Secondo lui, infatti, i tarocchi, che ispirarono i libri sacri di tutti i popoli più antichi, costituiscono la vera chiave di lettura della conoscenza umana e soprannaturale.

Il più antico mazzo di tarocchi arrivato fino ai nostri giorni è appartenuto alla famiglia di nobili, i Visconti di Modrone, dalla quale trasse anche il nome che gli venne attribuito, molto probabilmente, per identificare coloro che lo commissionarono a metà del XV secolo. Esso si compone di 67 splendide carte, realizzate con la tecnica della pittura a mano su lamina d’oro o d’argento a seconda che si tratti di trionfi e carte di corte o di semplici carte numerali. E’ presente, nelle carte di denari, la raffigurazione della moneta in vigore a quel tempo nel ducato di Filippo Maria Visconti a conferma del periodo storico di riferimento, ma la struttura delle carte di corte del mazzo non è quella conosciuta e presente anche nel periodo attuale.

Questo lascia intuire che il mazzo Visconti di Modrone, oltre ad essere stato identificato con differenti nomi (Tarocchi dei Visconti di Modrone; Tarocchi Cary-Yale; Tarocchi di Filippo Maria Visconti) potesse appartenere ad una prima fase di sperimentazione dell’uso dei tarocchi, per molti versi differente da quella che si è successivamente sviluppata in molti paesi del mondo, e arrivata immutata fino ai nostri giorni.

Altri studi, infine, collocano l’origine dei tarocchi nell’Antico Egitto: in particolare, Antoine Court de Gébelin, nel suo libro, Le monde primitif, fa risalire alla più antica civiltà egizia la vera forma di conoscenza e del sapere occulto, conoscenza che però andò perduta insieme alla civiltà egizia che crollò e si sgretolò dando vita a tutte le culture e religioni che oggi conosciamo.

Lettura dei tarocchi telefonica per risolvere i problemi d’amore

Lettura dei tarocchi telefonica per risolvere i problemi d’amore

I problemi d’amore, troppo spesso, tendono a complicare la vita di una persona: ecco quindi che, con un consulto al telefono di lettura tarocchi, questa particolare situazione potrà essere risolta nel miglior modo possibile, senza complicazioni ulteriori.

L’amore: è possibile risolvere i suoi problemi coi cartomanti?

Al giorno d’oggi, con la cartomanzia al telefono, la risoluzione di determinati problemi potrà avvenire in maniera semplice.

Anche per l’amore è possibile poter ottenere lo stesso risultato, ma bisogna prestare attenzione ad un dettaglio particolare.

La consulenza mira a cercare una soluzione che sia ragionevole per quel determinato tipo di problema.

I cartomanti, consultando i tarocchi, cercano di capire quale potrebbe essere il futuro della persona che effettua la telefonata nel caso in cui questa decide di compiere una determinata azione.

Grazie alla lettura dei tarocchi, la scelta migliore potrà essere effettuata da parte della persone che telefona: con l’analisi delle carte sarà possibile scoprire quale risulta essere la mossa migliore da compiere per poter risolvere un determinato problema e quali sono le conseguenze che derivano da una particolare azione.

Non ci saranno segreti per l’ambito dell’amore con la lettura dei tarocchi: grazie all’esperienza ed attenzione dei cartomanti, il futuro di quella persona potrà essere predetto con molta precisione e la risoluzione del problema potrà essere colta.

Ovviamente spetterà poi al cliente cercare di effettuare la scelta che reputa maggiormente adatta alla sua situazione: il cartomante non gli imporrà alcun tipo di ordine ma gli darà dei consigli dettagliati, analizzando quali potrebbero essere le situazioni che si verranno a creare nel caso in cui, il suo consiglio, non dovesse essere seguito.

Che problemi possono essere risolti con la lettura dei tarocchi

Il consulto al telefono di lettura tarocchi permette di risolvere diversi problemi: primo di questi potrebbe essere quello di un passeggero momento di crisi col proprio partner.

I litigi con la persona con la quale si ha una relazione stabile, in un determinato periodo della storia d’amore, potrebbero essere frequenti: opinioni divergenti, scelte errate, problemi economici ed altri sono all’ordine del giorno ed in un particolare momento la tensione potrebbe essere alle stelle nella coppia.

tarocchi 899Il consulto telefonico servirà quindi a capire quale sarà il futuro della coppia e soprattutto sarà possibile scoprire quali sono le strade migliori da percorrere in maniera tale che, la situazione, possa essere risolta in maniera ideale.

I problemi d’amore possono anche riguardare un ex: una persona potrebbe essere ancora legata al suo ex e proprio per questo motivo potrebbe richiedere un consulto telefonico che consiste nel domandare al cartomante se, un vecchio amore, potrebbe tornare ad essere presente nella propria vita.

In questo caso sarà possibile scoprire se conviene ancora sperare in un ritorno di fiamma oppure se cambiare completamente pagina e iniziare una nuova relazione che, secondo i tarocchi, risulterà essere migliore e caratterizzata da gioie infinite.

Tantissimi altri problemi d’amore potranno essere risolti grazie a questo particolare servizio, il quale dovrà essere selezionato con attenzione.

Gli esperti consulenti dell’amore

Per poter ottenere delle risposte che sono precise e senza che queste possano lasciare dubbi nella mente di una persona, sarà importante sfruttare il consulto al telefono di lettura tarocchi dell’amore.

Si tratta di una pratica che esclude tutti gli altri ambiti e che si focalizza appunto solo ed esclusivamente sulle situazioni sentimentali.

Scegliere questo tipo di proposta significa ottenere delle risposte che saranno maggiormente dettagliate ed in grado di offrire una risposta completa a tutte le proprie domande.

Il cartomante esperto analizzerà la situazione ed offrirà la soluzione che gli viene data dalle carte, cosa che permetterà la risoluzione di determinati problemi che riguardano solo ed esclusivamente la sfera emotiva di una persona, che potrà scegliere la mossa giusta da effettuare.

Cosa sono i tarocchi Arcani Minori nella cartomanzia

Cosa sono i tarocchi Arcani Minori nella cartomanzia

Gli arcani minori rappresentano un tipo di tarocco che viene comunemente utilizzato da parte di coloro che sono esperti nel settore della cartomanzia.
Ecco cosa sono e come vengono interpretati.

Tarocchi Arcani Minori direttamente al telefono

Se ti piacciono gli Arcani Minori potresti desiderare che ti vengano letti per predire il tuo futuro. Grazie ai servizi offerti da questa pagina, potrai farti leggere i tarocchi, anche quelli Minori, dal vivo da parte di cartomanti sensitive professionali!

I tarocchi Arcani Minori: il mazzo

Il mazzo dei tarocchi Arcani Minore è composto da cinquantasei carte: esse sono divise in figure numerali ed in quelle illustrate.
Sostanzialmente si tratta di un mazzo di carte che ha permesso di creare le classiche carte francesi: questo in quanto, i numeri ed i semi, risultano essere praticamente uguali nei due mazzi di carte, con la sola differenza della presenza del cavaliere nel mazzo dei tarocchi.
Queste carte servono per predire ogni aspetto della vita di una persona ed ogni seme rappresenta un tipo di elemento che deve essere necessariamente analizzato con attenzione.

Il seme delle spade e le difficoltà

Negli Arcani Minori, il primo seme che viene preso in considerazione risulta essere quello di Spade.
Esso, secondo la cartomanzia, è il corrispettivo delle diverse difficoltà e problemi che, nella vita di una persona, potrebbero venire a manifestarsi.
Il simbolo scelto è quello della spada per un semplice motivo: questo oggetto è caratterizzato dalla lama, che può ferire chi viene affrontato ma anche il proprietario della spada stessa.
I diversi tipi di numeri hanno un significato differente: ad esempio, l’asso rappresenta la decisione che deve essere presa per affrontare un problema, mentre il numero due è il simbolo del bivio che una persona si troverà a dover affrontare quando si presenta una determinata situazione complicata.
E’ quindi facilmente notabile come, le decisioni, rappresentano l’elemento chiave di questi particolari tarocchi.

Il seme di Coppe e le emozioni

Il seme di Coppe, nell’interpretazione degli Arcani Minori, rappresenta invece le sensazioni, emozioni e situazione legate all’aspetto dei sentimenti di una persona.
Questo particolare seme è generalmente quello che viene letto subito dopo quello di spade, visto che riesce ad illustrare la sensazione che prova una persona nel dover affrontare quel tipo di situazione.
Anche in questo caso ogni numero rappresenta un tipo di emozione differente: ogni carta di questo seme riesce ad offrire quel tipo di panoramica completa sulla situazione interna che potrebbe provare una persona dopo la scoperta del suo problema.

Le conseguenze col seme di Denari

Il seme di Denari non analizza la persona e la sua attuale situazione, ma serve per poter dare delle direttive sulle eventuali conseguenze che potrebbero derivare da un tipo di scelta che viene effettuata.
A seconda del tarocco di Spade, che serve quindi di filo conduttore dell’interpretazione, sarà possibile poter capire che tipo di situazione si verrà a realizzare dopo che il problema è stato completamente analizzato.
Si tratta pertanto di un seme che, nei tarocchi Arcani Minori, risulta essere fondamentale per capire che cosa si nasconde nel futuro di una persona.
L’interpretazione è spesso collegata all’abbondanza: maggiore sarà il numero o simbolo che verrà letto, maggiore saranno le conseguenze positive che si otterranno.

La personalità del seme di Bastoni

Infine vi è il seme di bastoni negli Arcani Minori, che rappresenta quel tipo di personalità che contraddistingue la persona che si fa predire il futuro dopo la risoluzione di un problema.
A differenza del seme di denari, che offre l’opportunità di analizzare le conseguenze sotto il profilo materiale, quello di bastoni permette di capire lo spirito di coloro che si fanno prevedere il futuro dopo che quella situazione viene risolta.
Si tratta di un tipo di carte che offrono quel tipo di panoramica completo che, di fatto, conclude la lettura e interrogazione dei tarocchi.

I quattro semi vengono letti seguendo l’ordine Spade, Coppe, Denari e Bastoni ed ogni cartomante sfrutterà un tipo differente di lettura dei tarocchi stessi, garantendo un’interpretazione totale di una reale situazione.

I metodi più famosi per leggere e interpretare i tarocchi

I metodi più famosi per leggere e interpretare i tarocchi

I tarocchi risultano essere delle carte particolari che permettono, ad una persona, di poter scoprire una vastissima gamma di informazioni che riguardano il proprio futuro.
Ma ogni cartomante adotta un metodo di lettura che risulta essere differente rispetto ad un altro professionista: ecco quali sono i metodi più famosi per leggere e interpretare i tarocchi.

La lettura delle tre carte

La lettura delle tre carte rappresenta il primo mezzo di lettura che, i cartomanti, adottano con maggior frequenza, dato che risulta essere quello che riesce ad offrire un tipo di interpretazione facile e veloce.

Questo sistema inizia col mischiare le carte dei tarocchi con molta attenzione, in modo tale che non vi possa essere il dubbio dell’alterazione della previsione.
Una volta che questo atto viene compiuto, il cartomante divide in tre piccoli mazzi i suoi tarocchi e li pone partendo da destra fino alla sinistra.
La lettura dei tarocchi avviene in maniera semplice, seguendo proprio l’odine di disposizione dei mazzi: quello che risulta essere il primo offre una panoramica su quello che sta accadendo ad una persona, come ad esempio una situazione tutt’altro che piacevole come un periodo economico non proprio ottimo.

Il secondo mazzo svela la causa che potrebbe comportare questo tipo di problema, come ad esempio un investimento sbagliato o una persona negativa nella propria vita.
Il terzo mazzo offre la soluzione ideale che deve essere adottata da una persona per pote risolvere questo problema.
Si tratta quindi di un tris di carte che offre un’interpretazione abbastanza buona e precisa.

Metodo popolare di lettura ed interpretazione dei tarocchi: il ferro di cavallo

Un altro tipo di mezzo che viene offerto dai cartomanti, che rientra tra quelli che sono maggiormente famosi, risulta essere quello che riguarda il ferro di cavallo.
In questo caso risulta essere possibile notare come, il cartomante, mescolerà con attenzione le carte per poi disporne sette sul tavolo, seguendo una forma che ricorda quella di un ferro di cavallo e che somiglia ad una lettera V.

Ogni carta scesa sul tavolo assume una grande importanza: il cartomante inizierà con la prima di sinistra, che rappresenta le causa che hanno portato un cliente a richiedere la consulenza dell’esperto mentre, la successiva, rappresenta invece quel tipo di situazione attuale nella quale si trova il cliente.
La terza carta riguarda il futuro a linee generali, ovvero come si evolverà la situazione: la quarta carta suggerisce un mezzo che potrà essere sfruttato da chi richiede la consulenza.
Al quinto posto vi è la situazione dell’ambiente che circonda chi ha richiesto la consulenza, che viene attentamente analizzato per evitare situazioni negative mentre, a seguire, vi sono gli ostacoli che devono essere superati.

Infine vi è la carta della previsione del futuro e di come verrà risolto il problema.
Questo è uno dei metodi più famosi per leggere e interpretare i tarocchi, ma anche uno di quelli maggiormente completo.

Metodi famosi di lettura e interpretazione tarocchi: si o no

Un metodo che potrà essere svolto anche da chi vuole risposte semplici, senza interpellare un cartomante, consiste nel metodo del si o no.
Si tratta di un sistema molto semplice: prima di tutto sarà importante evitare di sedersi con le gambe incrociate ed essere tesi.
Il relax deve accompagnare questa lettura: bisogna mischiare le carte e formulare una domanda precisa, a voce alta, per tre volte.

Effettuata tale operazione sarà necessario dividere le carte in cinque mazzi che dovranno essere disposti frontalmente.
Tutte e cinque dovranno essere scoperti e bisognerà vedere il verso della carta: il dritto indica una risposta affermativa ed il rovescio un no secco.
La carta centrale vale doppio e quindi, con una carta doppia in rovescio ma tutte le altre col dritto, si avranno quattro si e due no.

Se vi è un pareggio tra le risposte, bisogna mischiare le carte, formulare nuovamente la domanda in maniera maggiormente semplice ed effettuare nuovamente tale procedura: se vi sono tre pareggi consecutivi, le carte non vogliono rispondere alla propria domanda oppure vi sono due strade positive che possono essere percorse.