La storia dei tarocchi arcani maggiori e minori

La storia dei tarocchi arcani maggiori e minori

La storia dei tarocchi parte da lontano, a partire dalla fine del XIII secolo, quando se ne trovarono delle tracce in diversi documenti. Si ritiene però che la loro origine sia molto più antica e risale alla terra dei misteri: l’Egitto.

Oggi, i tarocchi vengono utilizzati dalle cartomanti per fare consulti personalizzati, soprattutto di persona e al telefono. 

Una lettura a basso costo ormai costa davvero poco. In passato, invece, la cartomanzia e i tarocchi erano un lusso riservato a pochissime persone.

Da dove provengono i tarocchi?

Anche se non c’è uno scritto certo sull’inizio della storia dei tarocchi, si presume siano stati i Mamelucchi egizi (soldati del califfato) a importare i loro tarocchi in Europa.

Queste carte non erano molto dissimili da quelle usate oggi e avevano come semi i denari, i bastoni da polo, le coppe e le spade. Vi ricordano le carte napoletane vero?

In effetti questa tipologia di semi è stata ampiamente utilizzata in Italia, in Spagna e in Portogallo.
Ed è proprio in Italia che si ha un riscontro dei primi tarocchi, nel 1442, alla corte di Ferrara. Qui Leonello d’Este commissionò una decorazione di un mazzo di carte al pittore Jacopo da Sagramoro. Nello stesso registro, qualche anno dopo, si fa riferimento a un mazzo di carte economico, segno che la diffusione di questo prodotto era ampia e diffusa.

E solo grazie alla famiglia Visconti che è possibile ereditare una prova tangibile della loro esistenza, con un mazzo decorato da Bonifacio Bembo e con l’affresco “Il gioco dei tarocchi” del Palazzo Borromeo di Milano, risalente alla fine del 1440.

Dalle corti di Ferrara, Milano e Bologna, il gioco delle carte si diffuse in tutta Italia e in Europa con le proprie varianti e peculiarità.

Dal gioco ai tarocchi

Inizialmente usate come carte da gioco, in diversi documenti infatti sono state ritrovate diverse regole del gioco ma l’utilizzo dei tarocchi come arte divinatoria ed esoterica è accennato nell’opera “Il caos del tri per uno” di Merlin Cocai dove il carattere di un personaggio viene descritto sulla base di una carta da tarocchi.

Certo è che le illustrazioni dei tarocchi e i loro personaggi risultavano talmente allegoriche da essere usate per sonate, poesiole, frasi e motti durante le feste a corte.

Proprio queste interpretazioni e giochi verbali posero le basi per la vera e propria storia dei tarocchi.
Si dovrà aspettare il XVII secolo per vedere i tarocchi usati come strumenti per la cartomanzia nella città di Bologna e, un secolo più tardi, con una nota occulta al fenomeno.

Furono in particolare Antoine Court de Gébeline e Etteilla a pubblicare degli scritti molto interessanti in cui asserivano la parentela dei tarocchi con i Libri di Thot, scritti che raccoglievano importanti predizioni future, che erano stati codificati con appositi simboli dai sacerdoti egizi, con il fine di tramandarli alle generazioni future senza temerne la distruzione.

I tarocchi storici

Sono diversi i tarocchi che hanno scritto la storia.

I primi in ordine storico sono i Tarocchi del Mantegna, del XV secolo, divisi in due serie illustrate da due diversi artisti e dall’utilità ancora incerta dato che, pur avendo 5 gruppi di simboli, mancano completamente i semi e i soggetti principali.

I tarocchi di Marsiglia non hanno una data precisa, si presume siano nati in Lombardia e diffusi in Francia. La simbologia è infatti latina e i semi molto simili a quelli delle carte italiane del tempo.
La forma attualmente usata dei tarocchi deriva dai Trionfi marsigliesi e solamente nell’Ottocento si è assistito ad una vera e propria scuola dei tarocchi, con vivo interesse anche da parte di molti artisti italiani e non.

In epoca contemporanea è opportuno sottolineare come personaggi di spessore come Dario Fo si siano dedicati all’interpretazione e alla simbologia dei tarocchi, realizzando nuovi mazzi personalizzati, segno che i tarocchi non sono giochi da bambini ma che molto vi è nascosto al loro interno.